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Biografia
Federico Chabod nacque ad Aosta il 23 febbraio 1901. Dopo aver compiuto
gli studi secondari al Regio Ginnasio e Liceo d'Aosta, frequentò,
dal novembre 1919, la facoltà di Lettere dell'Università di
Torino, dove si laureò sotto la guida di Pietro Egidi e di Gaetano
Salvemini con una tesi su Niccolò Machiavelli.
Nel 1925 e '26 frequentò i seminari di Friederick Meinecke all'Università di
Berlino e, insieme ai maestri, Pietro Egidi e Vittorio di Tocco, avviò la
sistematica esplorazione dell'archivio spagnolo di Simancas da cui nacquero
gli importanti studi sul Ducato di Milano nell'età di Carlo V
e di Filippo II.
Nel dicembre del 1928 divenne redattore, per la storia medioevale e moderna,
dell'Enciclopedia italiana per la quale scrisse numerosi articoli sull'Europa
dal Rinascimento all'Illuminismo.
Nel 1934 fu nominato professore universitario alla facoltà di
Scienze politiche dell'Università di Perugia e, nel 1938, fu chiamato
alla facoltà di Lettere dell'Università di Milano. Dal
1938 al '43 diresse la "Biblioteca storica Sansoni" dove apparvero
alcune delle opere più significative della storiografia italiana
di quegli anni.
Nel 1936, nell'ambito di un'iniziativa intrapresa dall'Istituto per gli
studi di politica internazionale, progettò sotto la direzione
di Gioacchino Volpe una storia politica estera italiana dal 1861 al 1914
alla quale lavorò fino al 1951, interrotto soltanto dalla parentesi
politica della guerra partigiana che lo vide impegnato dal ‘43
al ‘46 nell'assicurare alla Valle d'Aosta la condizione di Regione
autonoma a statuto speciale.
Nell'autunno del '46 fu chiamato alla facoltà di Lettere dell'Università di
Roma e nel 1951 alla direzione dell'Istituto italiano per gli studi storici
fondato da Benedetto Croce.
Direttore della "Rivista storica italiana" e della "Scuola
di storia moderna e contemporanea" dell'Università di Roma,
ebbe nel dopoguerra molti riconoscimenti in Italia e all'estero: fu membro
dell'Accademia nazionale dei Lincei, della British Academy, dottore honoris
causa all'Università di Oxford e di Granada e nel 1955 fu eletto
presidente della Società internazionale degli storici.
Morì a Roma il 14 luglio 1960, lasciando manoscritte alcune delle
sue opere più importanti che amici e allievi pubblicheranno negli
anni successivi.
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