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Edizioni - Collana di studi della Fondazione Federico Chabod
Storia, Nazione, Europa

Riscrivere la storia. Il caso della manualistica croata (1918-2004)

Riscrivere la storia. Il caso della manualistica croata (1918-2004), Stefano Petrungaro, Aosta, Stylos, 2006, pp. 325, E. 25

L’autore prende in esame i testi scolastici di storia croati, partendo da quelli d’inizio Novecento e arrivando ai manuali attualmente in uso. L’obiettivo è quello di osservare lo svolgersi della scrittura storiografica, nella fattispecie manualistica, attraverso diverse epoche. L’intento quindi non è quello di studiare «i fatti reali», bensì la loro memoria. Differentemente dallo scrittore, il lavoro dello storico in questo caso consiste proprio nell’interrogarsi sulle «regole» e le «strategie» d’azione del binomio memoria-oblio. Petrungaro ha tentato di farlo in relazione alla storia contemporanea croata, osservata attraverso la sua rappresentazione manualistica. Perché proprio i libri di scuola? Una delle ragioni sta nel fatto che il manuale scolastico di storia è, per i più, l’unico libro di storia che si legga nella vita. Questo è uno dei motivi che inducono a prestargli attenzione: esso getta le basi di quell’approccio che si avrà in futuro nei confronti del passato. Esso veicola infatti non soltanto informazioni – che vanno presto dimenticate – bensì anche una cultura del ricordo. Si tratta di schemi mentali, categorie e passaggi logici che influiscono sul nostro modo di rivolgerci al passato, e che a sua volta influisce sul modo che abbiamo di concepire la nostra identità, soprattutto quella collettiva. Occorre tenere presente, infatti, un dato caratteristico dei manuali scolastici: essi raggiungono un vastissimo pubblico, rendendoli una sorta di best-seller tra i lavori storiografici. Questa considerazione illumina la natura liminare della manualistica scolastica, che si pone a cavallo tra storiografia scientifica e divulgazione storica. Con la prima essa condivide, o almeno dovrebbe, i criteri che contrassegnano il lavoro dello storico di professione, che infatti è spesso autore del manuale; della seconda ha il carattere della diffusione. Il manuale di storia, notoriamente, non è tra le letture preferite degli scolari; tuttavia, esso passa tra le loro mani, tra quelle dei loro insegnanti, è un elemento della storia raccontata in classe – e questo non è poco. Pertanto, sembra ragionevole collocare questa indagine all’interno degli studi sul discorso e l’uso pubblico della storia: i manuali scolastici, grazie alla loro natura intermedia tra testo scientifico e volume divulgativo, sembrano rientrare a pieno titolo all’interno del campo delimitato dalla definizione. Essi non solo si rivolgono ad un pubblico vastissimo, ma lo incontrano per giunta nella delicatissima fase della formazione di una sua coscienza storica, guadagnando da ciò la loro importanza.

Indice :

Prefazione
di Stuart J. Woolf

Introduzione

Capitolo primo
Uno sguardo panoramico su manuali e dintorni

Capitolo secondo
Percorsi tematici

Conclusione

Appendice

Bibliografia

Indice dei nomi